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APPALTO. La consegna dell’opera al committente. L’atto di consegna e l’atto di accettazione: distinzione

Appalto – Accettazione tacita dell’opera – Contenuto e significato – Presupposto – Consegna dell’opera al committente – Ricezione senza riserve – Distinzione tra consegna ed accettazione.

(C.c., art. 1665).

In tema di appalto l’art. 1655 c.c., pur non enunciando la nozione di accettazione tacita dell’opera, indica i fatti e i comportamenti dai quali deve presumersi la sussistenza dell’accettazione da parte del committente e, in particolare, prevede, al quarto comma, come presupposto dell’accettazione tacita, la consegna dell’opera al committente, cui è parificabile l’immissione nel possesso, e come fatto concludente la “ricezione senza riserve” da parte di quest’ultimo anche se “non si sia proceduto alla verifica”. Tuttavia l’atto di “consegna” va distinto dall’atto di “accettazione” dell’opera: la consegna costituisce un atto puramente materiale che si compie mediante la messa a disposizione del bene in favore del committente, mentre l’accettazione esige, al contrario, che il committente esprima, anche “per facta concludentia”, il gradimento dell’opera stessa, con conseguente manifestazione negoziale. Quest’ultima determina effetti specifici, come l’esonero dell’appaltatore da ogni responsabilità per i vizi e difformità dell’opera ed il conseguente suo diritto al pagamento del prezzo.

Tribunale di Vicenza, sezione stralcio, sentenza del 13 maggio 2016, n. 936, Giudice, dott.sa E. Pesenti.

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