Il commentoNews

ANATOCISMO BANCARIO. Azione di ripetizione di indebito.

Particolarità: la norma di cui all’art. 119, comma 4, T.U.B.

Correntista – Azione di ripetizione – Onere probatorio – Diritto sostanziale ex art. 119, comma 4, T.U.B. – Inapplicabilità dell’art. 210 c.p.c..

(D.Lgs. 01.09.1993, n. 385, art. 119; C.p.c. art. 210).

Qualora il correntista agisca in giudizio per la ripetizione delle somme indebitamente versate alla banca a titolo di interessi anatocistici e/o usurari, deve allegare i fatti posti a base della domanda, ovvero dimostrare l’esistenza di specifiche poste passive del conto corrente oggetto di causa, rispetto alle quali l’applicazione di interessi anatocistici e/o usurari avrebbe determinato esborsi maggiori rispetto a quelli dovuti. Tale onere probatorio va assolto con la produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto relativi a tutto il rapporto contrattuale (onere non del tutto rispettato nella fattispecie), giacché solo la produzione dell’intera sequenza degli estratti conto consente di ricostruire in maniera puntuale il rapporto contrattuale intercorso tra le parti. Considerato il diritto sostanziale ex art. 119, comma 4, T.U.B. riconosciuto al correntista di chiedere ed ottenere dalla banca tutta la documentazione contabile inerente al rapporto, è evidente che nel caso in cui il correntista non produca siffatta documentazione contabile, né tanto meno dimostri di averne avanzato, prima del giudizio, richiesta alla banca di acquisizione e di non avere ricevuto riscontro o di avere avuto un diniego alla detta richiesta, tale carenza probatoria non può essere colmata mediante l’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. rivolto alla banca e avente ad oggetto la documentazione contabile inerente al rapporto bancario.

Tribunale Civile Ferrara 525-2016

Articolo Precedente

CONTRATTO DI APPALTO E CONTRATTO DI COMPRAVENDITA

Articolo Successivo

L'IDENTIFICAZIONE DEI DANNI NON PATRIMONIALI