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Amministrazione e trasparenza.
Incarichi, l’affidamento diretto e l’insufficienza della Delibera comunale in assenza della successiva stipula del contratto scritto

Pubblica Amministrazione – Contratti – Forma scritta – Necessità – Delibere di giunta – Affidamento diretto di un servizio al contraente privato – Non idoneità.

c.p.c. art. 645; D.Lgs. 18.08.2000, n. 267, art. 1

I contratti dell’ente locale, ed in generale di tutte le Pubbliche Amministrazioni, devono essere conclusi in forma scritta a pena di nullità; tale prescrizione risponde ai principi di trasparenza e di imparzialità dell’Amministrazione, nonché all’esigenza di consentire e di agevolare i controlli a cui i contratti delle Pubbliche Amministrazioni sono assoggettati. In tal senso, non costituiscono contratti scritti, né sostituiscono l’anzidetto contratto, le delibere della Giunta Municipale recanti l’affidamento diretto di un servizio ad una ditta, il quale, come l’aggiudicazione dei contratti pubblici in generale, è l’atto amministrativo con cui l’ente procede alla scelta del contraente, ma non esime dalla successiva stipula del contratto scritto; ed, invero, anche se l’atto di affidamento contiene la specificazione delle clausole contrattuali, occorre che tali clausole, e comunque l’accettazione del privato, siano successivamente trasfuse in un atto contrattuale scritto. Né la mancanza del contratto scritto può essere sopperita dalle determinazioni dell’ente, ovvero dagli impegni di spesa recanti l’autorizzazione al pagamento del contraente privato, in quanto atti del procedimento di spesa interni all’ente e non diretti al contraente. (Nel caso in esame, non risultando provata la stipula di un contratto nei termini che precedono, deve trovare conferma la gravata pronuncia di revoca del decreto ingiuntivo ottenuto dal privato nei confronti dell’Amministrazione per il pagamento delle prestazioni effettuate).

Appello Civile Lecce 43-2016

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