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Agnone, tra accoglienza ed Expo 2015

Due mesi fa il Comune di Agnone ha accolto circa quaranta immigrati provenienti dal continente africano, per sfuggire a guerre, epidemie e disoccupazione. La popolazione ha risposto molto bene dimostrandosi diffusamente solidale con i nuovi arrivati, non facendo mancare loro nulla, soprattutto per quel che riguarda vestiario e vivande. È quanto riferisce l’assessore al bilancio ed alle politiche sociali avv. Marco Mendozzi, che illustrando poi le modalità organizzative legate alla ricezione ed agli alloggi degli stessi individui dice: “…sono tutti ospitati all’interno dell’albergo “San Martino” e quel che si cercherà di fare, in linea con il programma S.P.R.A.R. (sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati) è una vera e propria accoglienza integrata, che superando la mera somministrazione di vitto ed alloggio, favorisca l’integrazione effettiva in ogni settore, specie in ambito lavorativo ed educativo”.  Con queste parole l’avvocato espone il programma ambizioso e lungimirante dell’audace amministrazione locale, che forte delle oltre duecento imprese agricole operanti sul territorio, spera in un naturale collocamento lavorativo dei richiedenti asilo e rifugiati. Tuttavia, più di qualche perplessità trapela dalle dichiarazioni di alcuni imprenditori agnonesi, i quali, pur nella consapevolezza delle proprie possibilità e dei propri mezzi, sono scettici rispetto alla capacità di assorbire tutta questa nuova forza lavoro in tempi brevi, specie in considerazione del fatto che non pochi sono attualmente i cittadini italiani in cerca di collocamento, anche nel settore agricolo. La sfida in cui la cittadina alto molisana si è calata è certamente, quantunque non sfugga a nessuno la sua natura ardua, una nobile iniziativa legata a tutti quei valori costituzionali ed umani di fratellanza universale, in cui nessuno deve essere discriminato od abbandonato per il solo fatto di avere delle radici profondamente diverse dalle nostre, oppure per essere soltanto nato in un altro luogo; detto diversamente, a nessuno deve essere negato per alcuna ragione il più basilare riconoscimento di una vita dignitosa. Eppure, tale comune sentire giuridico e morale, per non rimanere una mera e vuota enunciazione ha bisogno di duro e serio impegno, intellettuale e materiale; questa problematica da diverso tempo sta agitando le opinioni delle masse e della politica a qualunque livello; già tempo addietro persino il comunista Fausto Bertinotti faceva notare in tale ambito che la categoria dei diritti sociali, tra cui un reddito minimo di cittadinanza, un alloggio sicuro, la sanità e l’istruzione pubblica, per essere presente all’interno del Welfare State, presuppone una considerevole ricchezza di base della nazione considerata; orbene, una volta che tale ricchezza diminuisce, è certamente più difficile che i diritti in menzione mantengano un livello adeguato alle aspettative. Eppure l’assessore Mendozzi è convinto che non tutte le dinamiche sociali debbano piegarsi a crude ed asettiche dinamiche e logiche economiche: “.. Non deve ritenersi che tutte nostre azioni siano influenzabili irrimediabilmente da sorde mosse scacchistiche attuate dai grandi finanzieri, al contrario bisogna fare in modo che sia la politica e la forza inestinguibile dell’industria reale a domare il mondo delle economie irreali, disumane e diaboliche delle multinazionali e delle logiche di potere; Agnone ce la può fare e già sono tangibili ed evidenti i segnali positivi di questa giovane integrazione. Ad esempio, qui vive una famiglia egiziana da oltre un decennio, è benvoluta da tutti, i bambini frequentano le scuole con profitto ed i genitori sono stimatissimi lavoratori; non vedo alcun motivo per cui i nuovi arrivati non possano fare altrettanto. Agnone ha una magia particolare, ha una propensione all’impresa senza eguali ed i suoi noti prodotti caseari saranno senz’altro il fiore all’occhiello dell’EXPO 2015!”. In tutto questo, poi, non bisogna dimenticare che il compito a cui è chiamata l’Italia a causa della sua particolare posizione geografica di ago del Mediterraneo, è ben diverso rispetto a quello assunto da qualunque altro paese europeo; infatti, mentre nazioni come la Francia, l’Inghilterra o la Germania hanno un’immigrazione già filtrata, in cui tutti i nuovi arrivati sono noti, e riguardo al nome e riguardo alle attitudini e competenze professionali, tutti coloro i quali arrivano in Italia sono invece quasi sempre sprovvisti di identità certa, sono spesso seriamente ammalati e sono magari appena sfuggiti dalle grinfie di qualche dittatore o di qualche schiavista. Negargli l’accoglienza, sarebbe come premere il grilletto contro un innocente condannato a morte. A noi, noti emigranti, la scelta.

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