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ACQUISTO PRIMA CASA. Agevolazioni.

In tema di acquisto prima casa la Suprema Corte si occupa delle agevolazioni in tema di imposta di registro ed imposte catastali.

La sentenza è la n. 17442 del 17.07.2013.

Fatto.

Nella fattispecie analizzata dalla sentenza, l’agevolazione in questione veniva revocata dall’Agenzia delle Entrate in quanto il contribuente non aveva stabilito la residenza nel Comune ove era ubicato l’immobile entro il termine di 18 mesi dall’atto di acquisto, così come previsto dalla normativa di riferimento ( Nota II bis dell’articolo 1 della Tariffa Parte I, allegata al D.P.R. 131/1986).

Il contribuente proponeva ricorso avverso l’avviso di liquidazione della Agenzia delle Entrate innanzi le competenti Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali le quali, entrambe, concludevano per l’annullamento ritenendo che il mancato rispetto del termine di 18 mesi non era imputabile al contribuente dipendendo esclusivamente da forza maggiore.

L’agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione.

Nella fattispecie analizzata dalla sentenza in commento, l’agevolazione prima casa veniva revocata dall’Agenzia delle Entrate in quanto la contribuente non aveva stabilito la propria residenza nel Comune ove era ubicato l’immobile acquistato entro il termine di 18 mesi dall’atto di acquisto

La Suprema Corte rigetta il ricorso proposto dall’Amministrazione finanziaria – che, peraltro, non aveva contestato la forza maggiore ma si era imitata a rilevare il mancato rispetto del termine di 18 mesi fissato dalla norma – confermando la propria consolidata giurisprudenza in materia di agevolazioni prima casa.

Secondo la Corte, infatti, “la non imputabilità del mancato trasferimento della residenza, per effetto della sopravvenienza di un impedimento oggettivo, imprevedibile ed inevitabile, esclude, di per sè, la decadenza dall’agevolazione, senza che possano esser, a tal fine, richiesti ulteriori comportamenti a carico del contribuente”.

In particolare, “la realizzazione dell’impegno di trasferire la residenza, che rappresenta un elemento costitutivo per il conseguimento del benefìcio richiesto e solo provvisoriamente concesso dalla legge al momento della registrazione dell’atto, costituisce, quindi, un vero e proprio obbligo del contribuente verso il fisco, nella cui valutazione non può, però, non tenersi conto – proprio perché non inerente ad un suo comportamento – della sopravvenienza di un caso di forza maggiore, e cioè di un ostacolo all’adempimento dell’obbligatorio, caratterizzato dalla non imputabilità alla parte obbligata, e dall’inevitabilità ed imprevedibilità dell’evento, dovendo, in conseguenza, affermarsi il principio secondo cui il mancato stabilimento nel termine di legge della residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato con l’agevolazione ‘prima casa’ non comporta la decadenza dall’agevolazione qualora tale evento sia dovuto ad una causa di forza maggiore, sopraggiunta in un momento successivo rispetto a quello di stipula dell’atto di acquisto dell’immobile stesso”.

 

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