L'intervento

Accertamento dello status filiationis e prescrizione del diritto connesso alla genitorialità

Il Tribunale romano con la sentenza del 07.03.2014 è stato chiamato a decidere sulla domanda di accertamento giudiziale della paternità promossa da una donna ad oltre trent’anni dalla nascita del figlio e sulle connesse pretese al rimborso delle spese sostenute per il mantenimento, oltre al risarcimento del danno esistenziale subito, da lei e dal figlio, a causa del mancato riconoscimento.

Ha ritenuto il tribunale che il diritto del figlio al mantenimento, all’educazione ed istruzione ed i corrispondenti obblighi solidali gravanti su entrambi i genitori, sorgano per il fatto stesso della procreazione.

E, quindi, a prescindere da un accertamento formale dello status di figlio.

L’azione di regresso, come quella di risarcimento per violazione degli obblighi genitoriali, può pertanto essere azionata anche senza la necessità di una sentenza sullo status. In altre parole, detta azione può essere esercitata in modo autonomo nell’ambito di un giudizio in cui il legame biologico verrà accertato, anche in via meramente incidentale, solo qualora il convenuto ne  contesti l’esistenza.

Da quanto sopra specificato, il Tribunale chiamato a decidere sulla vicenda ne trae come conseguenza e, conclusione, che la prescrizione decennale dell’azione di regresso proposta dal genitore decorre non dalla pronuncia che dichiara la genitorialità o dal riconoscimento del figlio, ma da ogni singola prestazione, mentre, per l’azione di risarcimento danni il dies a quo coincide  con il momento in  cui il figlio raggiunge l’indipendenza economica, quanto ai danni derivanti dalla violazione dell’obbligo di mantenimento. Lo stesso momento rileva anche per i danni derivanti dalla violazione degli altri obblighi genitoriali, coincidendo con esso presuntivamente anche il conseguimento di quell’autonomia psicologica che fa cessare i doveri giuridici di protezione da parte dei genitori.

La decisione in commento si è presentata di particolare interesse in quanto ha segnato il distacco dal precedente orientamento giurisprudenziale sul tema – secondo il quale in ordine alla decorrenza del termine di prescrizione dell’azione di regresso de qua affermava che nell’ipotesi in cui al momento della nascita il figlio sia riconosciuto da uno solo dei genitori, tenuto perciò a provvedere per intero al suo mantenimento, non viene meno l’obbligo dell’altro genitore per il periodo anteriore alla pronuncia di dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità naturale, essendo sorto sin dalla nascita il diritto del figlio naturale ad essere mantenuto, istruito ed educato da parte di entrambi i genitori – facendo così da “ apripista “ ad un diverso orientamento che ha compiuto lo sforzo di identificare il termine iniziale di decorrenza in maniera certa cercando di sottrarlo alla complessità delle fattispecie concrete di volta in volta sottoposte al vaglio dei giudici.

Avv. Michela Forte

Tribunale_Roma_sentenza_7.3.2014

Articolo Precedente

Regione senza alcuna... ragione

Articolo Successivo

“…un’altra riforma del processo civile…” è davvero possibile?