Il commento

Abusi edilizi, la responsabilità penale del coniuge

La responsabilità del coniuge comproprietario dell’immobile e non committente o esecutore dei lavori integranti abusi edilizi, può affermarsi in presenza di elementi dai quali possa ragionevolmente presumersi che egli abbia concorso, anche solo moralmente, nel rafforzare la volontà dell’altro coniuge comproprietario che abbia disposto, eseguito o diretto i lavori, tenendo conto dell’interesse specifico ad effettuare le opere non assentite. Assumono a tal fine rilievo elementi quali la convivenza del coniuge non committente con l’autore dell’abuso, la circostanza che la comunione di vita rende solitamente partecipe il coniuge delle deliberazioni che assumono rilevanza familiare, la mancanza di qualsiasi opposizione manifestata in merito alle opere abusive, nonché l’esecuzione dell’intervento non assentito sull’immobile adibito a residenza familiare. Tali elementi sono, invero, idonei a denotare in maniera oggettiva la esistenza di una comunanza di interessi tra i coniugi comproprietari in relazione alla vita familiare condotta all’interno del manufatto oggetto degli interventi non autorizzati.

 

Avv. Loredana D’Itri

 

sentenza n.1059-2015

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