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Abbandona il tetto coniugale perché il marito è violento: accolte richieste della consorte

Sent. n. 929/2019 – Tribunale di Taranto, Prima Sezione Civile

 

 

Una convivenza divenuta intollerabile a causa dell’atteggiamento violento del marito che sottoponeva la moglie quotidianamente a maltrattamenti fisici e morali. Così il ricorso, da parte della donna, al Tribunale chiedendo la separazione, l’affido esclusivo dei tre figli, la regolamentazione del diritto di visita del padre attraverso incontri protetti e sotto la vigilanza di personale specializzato, oltre la corresponsione di un assegno di 250 euro a titolo di mantenimento e di un altro di 600 euro per il sostentamento dei figli, all’epoca dei fatti minorenni.

Di contro, per il convenuto nessuna opposizione alla separazione ma la richiesta di addebitare alla consorte ogni circostanza e altra pretesa a fronte dell’abbandono del tetto coniugale ed il trasferimento a Brindisi presso l’abitazione dei propri genitori della stessa. Avanzato, a sua volta, l’affidamento condiviso dei figli con assegnazione alla ricorrente della casa coniugale di proprietà dello IACP.

Vano ogni tentativo di conciliazione.

Autorizzata quindi la separazione e disposto l’affido condiviso dei minori ad entrambi i genitori. Assegnata la casa coniugale al padre ed autorizzato il trasferimento dei figli dai genitori della madre dei ragazzi. Posto a carico dell’uomo l’onere di corrispondere 500 euro mensili complessivi, oltre il 50% delle spese straordinarie.

Provvedimenti provvisori oggetto di richiesta di modifica da entrambe le parti, nell’udienza successiva, per quanto concerne le modalità del versamento delle somme dovute e il prelevamento dei figli minori dal padre in un luogo sicuro. Richieste accolte con affidamento dei ragazzi in via esclusiva alla madre e sospensione del diritto di visita del padre.

La domanda di addebito della separazione alla consorte è stata respinta e l’abbandono del tetto coniugale dalla donna è stato giustificato.

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

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