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il dovere di mantenimento degli ascendenti

Con la Sentenza n. 1090/2018 pubbl. il 16/01/2018 il Tribunale di Roma ha precisato che l’obbligo degli ascendenti di contribuire al mantenimento, non costituisce una sorta di garanzia personale contro eventuali inadempienze del genitore obbligato in via diretta; in altre parole l’art. 316 bis non autorizza a ritenere che gli ascendenti di un ramo genitoriale debbano sopperire alle mancanze del proprio discendente (nella specie il padre della minore, inadempiente); la norma prevede piuttosto che il dovere di mantenimento della prole che grava sui genitori, in caso di complessiva insufficienza delle risorse degli obbligati diretti, si estenda alle generazioni precedenti, in ordine di prossimità, in funzione esclusiva di tutela della prole; ma il dovere di contribuzione degli ascendenti non si sovrappone a quello del discendente inadempiente, e non sorge se non laddove nessuno dei due genitori sia in grado di contribuire in modo adeguato al mantenimento della prole; dunque per ottenere un supporto economico da parte degli ascendenti, il richiedente deve provare non solo l’inadempimento dell’altro genitore ma anche la propria impossibilità di provvedervi autonomamente con propri mezzi.

In sostanza: l’obbligo dell’ascendente non è automatico e soprattutto non deriva automaticamente e direttamente dall’eventuale inadempimento del coniuge obbligato.

Tribunale di Roma : n. 1090/2018 pubbl. il 16/01/2018 Richiedi la sentenza

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